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La prima pietra d’inciampo di Segrate: Il Melograno dona alla città la memoria di Carlo Golinelli

Mag 5, 2026 | Comunicati

Lunedì 27 aprile 2026, in occasione delle celebrazioni per la Liberazione, la Cooperativa sociale Il Melograno ha donato alla città di Segrate la sua prima pietra d’inciampo, dedicata a Carlo Golinelli, giovane segratese deportato e ucciso nei lager nazisti a soli 18 anni. Un gesto di memoria e responsabilità civile, frutto di un percorso di ricerca durato tre anni, per restituire volto e storia a una vittima del nazifascismo e rinnovare i valori di antifascismo, diritti e dignità delle persone

Un 25 Aprile particolarmente significativo quello vissuto quest’anno dalla Cooperativa sociale Il Melograno. Lunedì 27 aprile, a Segrate, è stata posata la prima pietra d’inciampo della città, donata alla comunità dalla nostra Cooperativa – qui nata e tuttora attiva – e dedicata a Carlo Golinelli, giovane segratese morto nel lager nazista di Mauthausen a pochi giorni dalla Liberazione.

La cerimonia, organizzata da Città di Segrate, si è svolta in via Radaelli, nel quartiere Lavanderie, davanti alla casa in cui Carlo abitava e nella quale non fece mai ritorno. Un momento intenso e partecipato, che ha visto la presenza di decine di cittadine e cittadini, di tanti giovani, della presidente de Il Melograno Rossella Pesenti e del membro del CdA Damiano Dalerba, del sindaco Paolo Micheli e delle autorità cittadine e dei familiari di Carlo, rintracciati grazie a un lungo e accurato lavoro di ricerca.

La storia di Carlo Golinelli

Carlo Golinelli aveva solo 17 anni quando, nel 1944, venne arrestato dalle SS naziste. Con sé aveva alcune munizioni, probabilmente raccolte nei pressi di una delle numerose postazioni contraeree italiane presenti allora a Segrate. Condannato come partigiano, fu rinchiuso nel carcere di San Vittore e, dopo pochi giorni, deportato dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano insieme ad altri 500 prigionieri, con destinazione Mauthausen.

Morì il 29 aprile 1945 nel sottocampo di Ebensee, a pochissimi giorni dalla fine della guerra e dalla liberazione del lager. Aveva appena compiuto 18 anni.

La sua è una storia profondamente segratese, ma è anche la storia di migliaia di giovani europei assassinati dal nazifascismo

Un percorso durato tre anni

La pietra d’inciampo dedicata a Carlo è il risultato di un percorso avviato quasi tre anni fa dalla Cooperativa Il Melograno: un lavoro fatto di ricerche storiche, contatti istituzionali e confronto con la fondazione che coordina il progetto delle pietre d’inciampo, riconosciute alle persone assassinate dal regime nazista. Il percorso si è concluso con la realizzazione del manufatto da parte dell’artista Gunter Demnig, ideatore del progetto a livello europeo.

Questo lavoro ha permesso anche di rintracciare alcuni familiari di Carlo, presenti alla cerimonia, che hanno condiviso l’unica fotografia esistente di lui: un’immagine preziosa, capace di restituire un volto e una storia a una vita spezzata dalla violenza nazifascista.

Una memoria che parla al presente

Accanto al sindaco Paolo Micheli e alle autorità cittadine erano presenti la presidente della Cooperativa Il Melograno, Rossella Pesenti, e il consigliere di amministrazione Damiano Dalerba, che ha seguito in prima persona il lungo percorso di ricerca e ricostruzione della storia di Carlo.

Un impegno che, per la Cooperativa, va oltre la commemorazione. È un gesto concreto di memoria e responsabilità, profondamente intrecciato ai valori che ne guidano il lavoro quotidiano: inclusione, solidarietà, partecipazione democratica e tutela della dignità delle persone.

“Il problema della memoria è che non dura per sempre, scompare se non viene continuamente rinnovata – ha ricordato Damiano Dalerba – e così persone ed eventi rischiano di essere dimenticati. “Inciampare nella memoria”, come ci invitano a fare queste pietre, ci obbliga a ricordare anche ciò che è doloroso, ma necessario: solo ricordando gli errori del passato possiamo impedire che si ripetano”.

Partecipare alle celebrazioni della Liberazione in questo modo significa contribuire a mantenere viva una memoria antifascista che appartiene alla storia della città e che continua a interrogare il presente.

Un sentito ringraziamento va a Città di Segrate, ai familiari di Carlo Golinelli, ad ANPI Segrate e a tutte le associazioni e persone che hanno condiviso e reso possibile questa importante giornata di memoria collettiva.