A Palazzo Isimbardi un workshop con Ambiti territoriali, operatori e formatori per un bilancio del percorso di rafforzamento dei servizi sociali svolto con la Cooperativa Il Melograno tra il 2023 e il 2026. Un’occasione di riflessione e progettazione sulla base dei bisogni emersi e delle buone pratiche costruite
Non solo un bilancio di tre anni di lavoro, ma soprattutto un’occasione per immaginare, anzi impostare, un futuro che possa prevedere la supervisione nei servizi sociali come elemento stabile e strutturato. Questo lo spirito con il quale, il 2 luglio a Palazzo Isimbardi, si è tenuto il workshop Ascoltare chi ascolta, momento conclusivo del percorso realizzato dalla Cooperativa sociale Il Melograno nell’ambito della Missione 5 del PNRR, quella dedicata all’inclusione e alla coesione. Un progetto sperimentale che ha coinvolto i servizi sociali e socio-sanitari di vari ambiti territoriali (ATS Varese, Saronno, Somma Lombardo, ATS A.S.S.E.M.I. da San Giuliano a Paullo passando per Lodi, Consorzio Sociale Pavese) e che ha visto erogare quasi 6.000 ore di supervisione. L’obiettivo dichiarato era quello di contribuire al “rafforzamento dei servizi sociali” e alla “prevenzione del fenomeno del burnout tra gli operatori”, citando l’investimento 1.1.4 della stessa Missione del PNRR della quale parlavamo.

Un supporto, un ascolto appunto, garantito a coloro che sono sul campo e che devono affrontare situazioni complesse, rispondere a fragilità che sollecitano empatia tutta da gestire. Un livello di stress, organizzativo e non solo, che necessita di una condivisione che sia utile anche nella ridefinizione di processi di lavoro all’interno dei servizi, trasformazioni delle quali il progetto del Melograno è stato un privilegiato punto di osservazione. E dagli incontri, individuali ma soprattutto di gruppo, sono emersi criticità specifiche e bisogni.
| Ore complessive di supervisione erogate | 5.872 |
| Supervisione monoprofessionale di gruppo | 2.170 |
| Supervisione individuale | 1.000 |
| Supervisione multiprofessionale di gruppo | 2.702 |
| Incontri realizzati | 1.322 |
| Gruppi supervisionati | 277 |
Il sovraccarico di lavoro e il costante turnover degli operatori innanzitutto, ma a pesare sono anche i vincoli organizzativi e l’eccessiva frammentazione dei mandati, così come la questione territoriale, per la quale si registra una sostanziale disomogeneità tra i vari contesti, e la multiprofessionalità che sembra ancora un Bengodi quasi irraggiungibile.

Nell’ottica di “stabilizzare” questo sostegno, la supervisione sperimentata nei tre anni per intenderci, durante l’incontro a Palazzo Isimbardi si sono individuate delle linee di sviluppo del servizio, che va integrato con la formazione e il coordinamento organizzativo, in prima istanza. Ma il lavoro dovrebbe essere impostato nel solco della valorizzazione e della replicabilità di quanto appreso nei vari gruppi, sostenendo il dialogo tra professioni che devono condividere gli obiettivi e tra le istituzioni in campo. Un futuro immaginato in occasione di questo punto conclusivo di un percorso che, per snocciolare altri dati, ha coinvolto 277 gruppi, dando vita a 1.322 incontri.

