Notizie 

Come si fa ad avere un bambino in affido: requisiti, tempi e percorso da seguire

Lug 4, 2025 | Famiglia, Minori e famiglia

Avvicinarsi all’affido familiare significa entrare in un mondo fatto di regole, percorsi e, soprattutto, scelte importanti. Non sempre è facile capire da dove cominciare o quali passi seguire, ed è normale avere dubbi o domande lungo la strada.

In questo articolo vogliamo spiegare in modo semplice e chiaro cosa comporta l’affido familiare in Italia, quali sono i requisiti richiesti, quali tempi prevedere e come si sviluppa l’intero percorso, per aiutare chi sta pensando di intraprendere questa esperienza preziosa.

Chi può fare richiesta per l’affido familiare

Non esiste un unico profilo di chi può diventare affidatario: la legge italiana permette di accogliere un bambino in affido sia a persone singole sia a coppie, sposate o conviventi, con o senza figli. Non è quindi necessario essere sposati, né avere una famiglia già strutturata. Quello che conta davvero sono altri aspetti come la stabilità emotiva e affettiva, un equilibrio personale solido, la disponibilità economica necessaria per garantire benessere al bambino e, soprattutto, la volontà di collaborare con i servizi sociali e, quando possibile, con la famiglia d’origine.

Il percorso per diventare famiglia affidataria

Diventare affidatari è un impegno importante che richiede preparazione e consapevolezza. Per questo, i servizi sociali accompagnano chi desidera intraprendere questa strada in un percorso di conoscenza e formazione, pensato per garantire al bambino un ambiente sereno, protetto e adatto alle sue necessità.

Il percorso comprende diversi passaggi fondamentali, tra cui:

  • Colloqui conoscitivi: servono ad approfondire le motivazioni, le aspettative e la disponibilità della persona o della coppia interessata.
  • Visite domiciliari: permettono agli operatori di osservare da vicino l’ambiente familiare e abitativo in cui il bambino potrebbe essere accolto.
  • Percorsi formativi / avvio della partecipazione al gruppo delle famiglie: consistono in corsi e incontri utili ad affrontare la complessità dell’affido, sia dal punto di vista pratico sia sotto il profilo emotivo e relazionale.
  • Colloquio di restituzione del percorso: al termine del percorso gli operatori dell’équipe affidi organizzano un colloquio al fine di restituire allapersona o alla famiglia le impressioni e le osservazioni sul percorso fatto insieme, esprimendo al contempo un parere sui punti di forza, nonché sugli aspetti su cui ancora si rende necessario un eventuale approfondimento. L’occasione è utile per riflettere insieme sugli ipotetici abbinamenti (Età del bambino, tipologia di affido, situazione famiglia di origine, tempistiche e durata della disponibilità all’accoglienza).

Tutto questo serve a garantire al bambino non solo un luogo dove vivere, ma soprattutto la possibilità di crescere in un contesto stabile, sicuro e ricco di affetto.

Tempistiche e iter dell’affido

L’iter dell’affido può variare sensibilmente da un caso all’altro e le tempistiche possono richiedere da alcuni mesi fino a oltre un anno, a seconda delle richieste da parte dei servizi sociali, della complessità delle valutazioni necessarie e delle caratteristiche specifiche del minore da collocare. Anche dopo aver ottenuto l’idoneità possono trascorrere diversi mesi prima che venga individuato l’abbinamento con un bambino, poiché i servizi sociali devono garantire la massima compatibilità tra il minore e la famiglia affidataria per tutelare al meglio il benessere del bambino.

Cosa succede dopo l’approvazione?

Una volta concluso il percorso di conoscenza, gli operatori iniziano a valutare l’abbinamento tra il minore e la famiglia affidataria. Quando viene individuato un possibile abbinamento, si procede con un progetto di avvicinamento e successivamente di inserimento presso la famiglia, secondo un progetto educativo condiviso.

Questo progetto stabilisce:

    •  Gli obiettivi dell’affido;
    • Le modalità di incontro/avvicinamento tra il bambino e la famiglia affidataria prima dell’ingresso definitivo;
    • La frequenza dei contatti con la famiglia d’origine;
    • Il tipo di supporto previsto per il minore e per gli affidatari.

    Anche dopo l’inserimento, la famiglia affidataria riceve un monitoraggio costante da parte dei servizi sociali, con incontri periodici e supporto psicologico e educativo. L’obiettivo è garantire il benessere del bambino e accompagnare la famiglia affidataria in tutte le fasi del percorso.

    Affido a Milano

    Anche a Milano (e nell’hinterland) è possibile intraprendere un percorso di affido. La cooperativa Il Melograno, infatti, mette a disposizione un servizio dedicato, con l’obiettivo di sostenere bambini che hanno bisogno di un contesto familiare temporaneo.
    All’interno del nostro servizio sono previste diverse forme di accoglienza:

    • Affido familiare: accoglienza temporanea di bambini e ragazzi che non possono vivere con i genitori, in un’ottica di sostegno sia al minore sia alla sua famiglia;
    • Famiglia di appoggio: sostegno mirato a genitori e figli inseriti in percorsi di autonomia, attraverso una presenza di riferimento in momenti specifici:

    • Affido professionale: pensato per situazioni particolarmente complesse (neonati, adolescenti, esperienze traumatiche, disabilità), richiede un impegno strutturato da parte della famiglia affidataria, con il supporto costante della cooperativa.

    Richiedi informazioni sull'affido a Milano

    Domande frequenti sull'affido:

    Quanto tempo ci vuole per avere un bambino in affido?

    Il tempo necessario varia molto. Il percorso di valutazione può variare da alcuni mesi a oltre un anno e l’abbinamento con un bambino può avvenire subito oppure dopo un periodo più lungo a seconda delle esigenze dei minori disponibili e della compatibilità con la famiglia affidataria.

    È possibile scegliere l’età del bambino?

    In fase di colloqui è possibile esprimere preferenze sull’età o altre caratteristiche del bambino. Tuttavia l’obiettivo resta sempre trovare la soluzione migliore nell’interesse del minore e non tutte le richieste possono essere soddisfatte.

    Si riceve un supporto economico?

    Sì. Le famiglie affidatarie ricevono un contributo economico mensile stabilito dal Comune destinato a coprire le spese per il mantenimento del bambino, come vitto, scuola, attività extrascolastiche o cure sanitarie. L’importo può variare da territorio a territorio.

    Articoli correlati

    Scopri tutti i nostri servizi e progetti

    Il Melograno è anche Formazione