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Educativa di strada: un ponte tra ragazze, ragazzi e città

Dic 11, 2025 | Politiche giovanili

Un gruppo di adolescenti dai 13 ai 18 anni coinvolti dal servizio della cooperativa a Rodano, nel Milanese, ha incontrato il sindaco e la giunta assieme agli educatori. Un confronto ricco di idee e caratterizzato dall’ascolto reciproco. Dopo un anno di lavoro sul territorio, tanti progetti in cantiere e una… “casa”

Ascolto, confronto, partecipazione. E tante idee per vivere il proprio territorio da protagonisti. È la fotografia di un anno di lavoro del servizio di educativa di strada attivato nel 2024 a Rodano dalla Cooperativa sociale Il Melograno su impulso dell’amministrazione comunale, con l’obiettivo di prevenire possibili comportamenti a rischio, fenomeni di disagio minorile e dispersione scolastica oltre a promuovere la cittadinanza attiva degli adolescenti tra i 13 e i 18 anni residenti nella cittadina dell’est milanese.

L’incontro con la giunta

Una tappa significativa di questo percorso è stata venerdì 5 dicembre con l’incontro in Municipio tra educatori, coordinamento del servizio e amministrazione comunale aperto anche alla partecipazione delle ragazze e dei ragazzi coinvolti in questo primo anno di educativa di strada in un territorio dove siamo presenti anche con i servizi di assistenza educativa scolastica e con lo Sportello Caregiver. Il sindaco Ernesto Marazzi, l’Assessore con delega a Scuola, Cultura e Politiche giovanili Sara Mangione e tutti i membri della giunta, che hanno accolto la proposta della cooperativa, hanno dialogato con i giovani ascoltando le loro proposte dalle quali è scaturita anche una novità importante. L’attività educativa, grazie alla disponibilità del parroco, troverà infatti “casa” presso l’Oratorio cittadino permettendo così di sviluppare alcuni progetti e iniziative ispirati dalle ragazze e i ragazzi coinvolti in questi mesi. Il primo appuntamento sarà il 16 dicembre, con una serata da costruire insieme con tante proposte aperte a tutte e tutti i coetanei della città per allargare sempre di più lo spazio di protagonismo nato tra le panchine del parco di via Turati.

Fiducia e rispetto reciproco, a ritmo di musica

Il primo bilancio è comunque positivo: dopo la prima fase di mappatura e osservazione, gli educatori hanno preso contatto con le giovani e i giovani costruendo un rapporto di fiducia e di rispetto reciproco, anche attraverso la musica che si è rivelata un potente canale di condivisione e dialogo intergenerazionale. Sono stati così nate le prime proposte, anche a livello di territorio più vasto in collaborazione con la rete degli Spazi Giovani.

Spazi informali, vere relazioni

Ciò che emerge, grazie all’intervento educativo negli spazi informali meta di incontro di gruppi spontanei – piazze, parchi – è il desiderio comune di ragazze e ragazzi di essere visti e ascoltati. Un’opportunità che se colta può generare cambiamenti positivi, percorsi di sviluppo personali e inclusione sociale oltre a dare vitalità a quei territori dell’hinterland su cui pesa l’attrattività del capoluogo.

Nella foto, la Biblioteca di Rodano

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