Dal 2022 gestiamo un servizio di ascolto a Gaggiano, rivolto agli studenti della scuola secondaria di primo grado, ai docenti e alle famiglie, affidato a una psicologa dell’età evolutiva. Un alleato per prevenire o intercettare segnali di disagio in una fase delicata della crescita
«Sono sempre arrabbiato e nervoso».
«Mi viene da piangere, ma non so perché».
Molte richieste che arrivano allo Sportello di ascolto psicologico a scuola partono da frasi come queste. Ragazzi e ragazze faticano a riconoscere ciò che provano, a trovare parole per descrivere il loro vissuto emotivo. Uno degli obiettivi principali del servizio è proprio questo: aiutare a dare un nome alle emozioni, a renderle pensabili e comunicabili. La Cooperativa sociale Il Melograno gestisce lo Sportello di ascolto psicologico scolastico attivo presso l’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di Gaggiano dal 2022. Il servizio è rivolto agli studenti delle scuole medie, proprio quelli che per età affrontano un periodo cruciale e complicato come la preadolescenza. Lo sportello nasce con una funzione preventiva: offrire uno spazio accessibile e riservato all’interno della scuola, dove fermarsi, riflettere e iniziare a comprendere ciò che accade dentro di sé. Il servizio rientra tra gli interventi che la cooperativa dedica alle scuole del territorio ed è esteso anche ai docenti e ai genitori.
A raccontare cosa emerge dall’ascolto quotidiano è Sandra Sandri, psicologa dell’età evolutiva incaricata del servizio.
Preadolescenza: un passaggio delicato
Le scuole medie rappresentano una fase di passaggio complessa: i ragazzi non sono più bambini, ma non hanno ancora gli strumenti emotivi e cognitivi dell’adolescenza più avanzata. È un’età in cui le emozioni si intensificano, ma la capacità di riconoscerle e gestirle è ancora in costruzione. Lo spazio di ascolto permette di lavorare proprio su questo aspetto: aiutare i ragazzi a mettere parola su ciò che sentono, prima che il disagio si esprima attraverso comportamenti più problematici o si cristallizzi in forme di sofferenza più strutturate.
Dalla ribellione all’ansia
Negli ultimi anni, le richieste che arrivano allo sportello si sono modificate. In passato erano più frequenti i conflitti con i genitori legati alla richiesta di autonomia, tipici dell’ingresso nella preadolescenza. Oggi emergono con maggiore continuità vissuti riconducibili all’ansia, in particolare alla paura di non essere all’altezza. Molti ragazzi esprimono il timore di deludere i genitori, soprattutto sul piano scolastico. La performance, il voto, il rendimento diventano elementi centrali del vissuto emotivo, più di quanto non lo sia il rapporto con i docenti. Le aspettative familiari appaiono aumentate e sempre più precoci.
Cambiano gli adulti, cambiano i figli
In questo senso, i ragazzi sono cambiati perché è cambiato il modo di essere genitori e il rapporto che gli adulti costruiscono con i figli: maggiore attenzione, maggiore coinvolgimento, ma anche maggiore controllo e un investimento molto alto sui risultati. Dall’ascolto emerge una tendenza all’iperinvestimento dei genitori sui figli. I ragazzi sono spesso seguiti in modo costante: attività sportive, ripetizioni, organizzazione del tempo, monitoraggio del rendimento scolastico. Questo accompagnamento, se da un lato nasce da un intento di cura, dall’altro può generare in alcuni casi una pressione implicita. I ragazzi interiorizzano aspettative elevate e sviluppano il timore di non soddisfarle. La paura di deludere i genitori risulta spesso più forte di quella di deludere gli insegnanti. Questo clima può contribuire all’aumento dei disturbi ansiosi e a una difficoltà crescente nel tollerare l’errore o l’insuccesso.
Relazioni tra pari, esclusione e dinamiche di gruppo
Accanto al rapporto con la famiglia, allo sportello emergono anche difficoltà legate alle relazioni tra pari. Ci sono i racconti di esclusione dal gruppo, rivalità, invidia e fatica nel mantenere legami stabili, in particolare all’interno dei gruppi di amici. In questo contesto si inseriscono anche episodi di bullismo, spesso legati al non conformarsi agli standard del gruppo. Le dinamiche relazionali trovano oggi un’estensione importante nei social network e nelle chat, che occupano uno spazio rilevante nella vita quotidiana dei ragazzi. Molti conflitti nascono proprio nelle chat di gruppo, dove si sviluppano incomprensioni, gelosie e tensioni difficili da gestire senza una mediazione adulta.
Il “peso” famigliare
Un elemento che emerge è la maggiore consapevolezza che molte ragazze e ragazzi hanno oggi delle dinamiche familiari. Raccontano separazioni, difficoltà economiche, tensioni tra i loro adulti di riferimento. Conoscono molto della vita dei genitori e spesso se ne preoccupano. Dal punto di vista dell’età evolutiva, questo rappresenta un aspetto critico: i ragazzi non hanno ancora gli strumenti emotivi per sostenere tali carichi e avrebbero bisogno di una maggiore protezione. In particolare, nelle situazioni familiari complesse, diventa importante che gli adulti fungano da filtro, evitando di affidare ai figli un ruolo che non è il loro.
Come funziona lo Sportello psicologico scolastico
L’accesso allo sportello è semplice e discreto: i ragazzi possono lasciare un biglietto in una scatola dedicata all’ingresso della scuola e viene poi fissato un appuntamento. I colloqui, della durata di circa mezz’ora, si svolgono a scuola in un contesto riservato. Il servizio è molto utilizzato e spesso presenta una lista d’attesa, segno di un bisogno diffuso. Quando necessario, il lavoro prosegue coinvolgendo i genitori e orientando, se necessario, verso una presa in carico sul territorio, fondamentale soprattutto per le famiglie che non possono accedere a percorsi privati. Lo sportello svolge anche una funzione di orientamento scolastico, aiutando i ragazzi a fare ordine tra desideri personali e aspettative familiari. Non mancano richieste legate all’identità di genere o al bisogno di raccontarsi e sentirsi ascoltati, senza che questo rappresenti necessariamente una situazione problematica.
Un servizio di prevenzione per la comunità educante
Lo Sportello di ascolto psicologico a scuola rappresenta uno strumento di prevenzione che permette di intercettare precocemente i segnali di disagio e di accompagnare i ragazzi in una fase delicata della crescita. Come cooperativa sociale, Il Melograno considera questo tipo di intervento parte integrante del proprio lavoro con le scuole e con il territorio, nella convinzione che il benessere dei più giovani passi anche dalla possibilità di fermarsi, essere ascoltati e imparare a riconoscere ciò che si prova. Non solo. Il servizio è aperto ai docenti e alle famiglie degli studenti. Uno spazio di condivisione — e un possibile alleato — per trovare ascolto e strategie nella gestione di particolari momenti o criticità legati al comportamento delle ragazze e dei ragazzi.

