La responsabilità della violenza è di chi la compie, non di chi la subisce: questo il messaggio lanciato dalla Commissioni Pari Opportunità di Legacoop, diffuso attraverso i volti di oltre 500 cooperatrici e cooperatori, in dissenso con il ddl Bongiorno
Il riconoscimento del consenso non è un tema accessorio, ma un elemento centrale nella prevenzione e nella costruzione di una società più giusta, rispettosa e consapevole. Perché la violenza è responsabilità di chi la compie, non di chi la subisce.
La Cooperativa sociale Il Melograno aderisce alla campagna di sensibilizzazione promossa dalla Commissione Pari Opportunità di Legacoop Nazionale, dal titolo: “Il consenso non si discute. La violenza è responsabilità di chi la compie, non di chi la subisce”.
L’iniziativa è nata a seguito della modifica alla proposta di legge presentata alla Camera da Giulia Bongiorno, dalla quale è stato eliminato il riferimento esplicito al principio del consenso. Una scelta che ha reso ancora più urgente mantenere alta l’attenzione pubblica e culturale su un diritto fondamentale: il consenso come presupposto di libertà, autodeterminazione e tutela della dignità delle donne e di tutte le persone.
500 cooperatrici e cooperatori “ci mettono la faccia”
La campagna, che ha visto la partecipazione di oltre 500 cooperatrici e cooperatori da tutta Italia facenti parte delle organizzazioni associate a Legacoop, è stata svelata il 28 febbraio in occasione della manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma contro il ddl Bongiorno e a una settimana dalla Giornata internazionale della Donna dell’8 marzo.
Tra i volti della campagna, anche alcune delle nostre lavoratrici e dei nostri lavoratori, immortalati con il volantino contenente il messaggio lanciato da Legacoop Pari Opportunità. Un’iniziativa simbolica, ma per affermare con forza che il consenso è un diritto imprescindibile e che la responsabilità della violenza ricade esclusivamente su chi la esercita.
Un impegno quotidiano
L’adesione alla campagna nasce da valori fondanti della nostra cooperativa e da un impegno che non è episodico ma quotidiano, attraverso il lavoro che portiamo avanti nella costruzione di un ambiente di lavoro fondato sul rispetto reciproco, riconosciuto anche dalla certificazione per la parità di genere, e nelle attività dei nostri servizi, dove incontriamo e accompagniamo anche donne che hanno vissuto situazioni di violenza.
Promuovere la cultura del consenso significa non solo aderire a un messaggio pubblico, ma contribuire concretamente – nei luoghi di lavoro e nei servizi alla comunità – a diffondere una cultura di rispetto, tutela dei diritti e autodeterminazione delle persone.

