> FORMAZIONE PER PA E TERZO SETTORE

Corso per progettare interventi precoci con minori e famiglie vulnerabili

Tutela minorile, sostegno alla genitorialità e prevenzione delle condizioni di pregiudizio

Un percorso di formazione sulla tutela minori rivolto a professionisti ed équipe che lavorano con bambini, adolescenti e famiglie in condizioni di vulnerabilità.

Il corso restituisce centralità alla funzione preventiva del lavoro sociale, educativo e psicologico. Aiuta gli operatori a distinguere difficoltà transitorie, vulnerabilità, rischio e pregiudizio, per intervenire quando esistono ancora margini ampi di collaborazione con la famiglia e possibilità concrete di cambiamento.

Attraverso cinque incontri vengono approfonditi i fattori di rischio e di protezione, la lettura multiprofessionale delle situazioni, la costruzione degli interventi precoci, il lavoro con la famiglia prima del mandato giudiziario e le condizioni che rendono necessario attivare il sistema della tutela.

Perchè attivare questo percorso

I servizi sono spesso assorbiti dalla gestione di situazioni già fortemente compromesse nelle quali le possibilità di collaborazione con la famiglia e i margini di cambiamento possono risultare ridotti.

Intervenire precocemente non significa anticipare automaticamente una presa in carico di tutela ma saper riconoscere i segnali di vulnerabilità, valutare la situazione e costruire risposte proporzionate prima che il pregiudizio per il bambino si consolidi.

Per farlo, gli operatori devono poter distinguere:

  • una condizione di fragilità da una situazione di rischio;
  • i segnali che richiedono attenzione da quelli che indicano un possibile pregiudizio;
  • le difficoltà temporanee dai problemi che tendono a mantenersi;
  • le risorse già presenti da quelle che devono essere attivate;
  • gli interventi di sostegno dalle misure di protezione necessarie.

Il corso utilizza il modello dei fattori di rischio e di protezione come strumento dinamico di lettura, decisione e progettazione. Il percorso aiuta i professionisti a definire priorità, intensità, tempi e obiettivi dell’intervento, valorizzando le competenze della famiglia e le risorse della rete territoriale.

Attivare questa formazione permette all’équipe di condividere criteri e linguaggi, ridurre letture frammentate e progettare interventi sociali, educativi e psicologici coerenti tra loro.

La domanda che guida il percorso è concreta: che cosa possono fare i servizi quando una famiglia si trova in una condizione di vulnerabilità, ma il pregiudizio per il bambino non si è ancora consolidato?

A chi è rivolto

Il percorso è rivolto ai professionisti dei servizi sociali, sociosanitari ed educativi che lavorano con bambini, adolescenti e famiglie.

In particolare, può coinvolgere:

  • assistenti sociali;
  • psicologhe e psicologi;
  • educatrici ed educatori professionali;
  • pedagogiste e pedagogisti;
  • coordinatrici e coordinatori;
  • responsabili di servizi;
  • professionisti impegnati nel sostegno alla genitorialità;
  • operatori coinvolti nella prevenzione e nella tutela minorile.

Il corso è particolarmente indicato per équipe territoriali e gruppi multiprofessionali che desiderano costruire linguaggi, criteri di lettura e modalità di intervento condivisi.

Obiettivi del corso

Il percorso formativo permette di:

  • Distinguere difficoltà transitorie, condizioni di vulnerabilità, situazioni di rischio e condizioni di pregiudizio.
  • Contrastare letture dicotomiche fondate sull’alternativa famiglia “adeguata/inadeguata”.
  • Utilizzare il modello dei fattori di rischio e di protezione come strumento dinamico di lettura e progettazione.
  • Costruire una lettura condivisa e multiprofessionale delle situazioni.
  • Individuare le risorse individuali, familiari, sociali e territoriali attivabili.
  • Trasformare la comprensione delle condizioni di rischio in obiettivi concreti di intervento.
  • Rafforzare la capacità di lavorare con la famiglia in una fase ancora precedente al mandato giudiziario, mantenendo chiari i compiti di protezione del minore.
  • Riconoscere gli indicatori di aggravamento della situazione e le soglie che rendono necessario il passaggio dalla prevenzione alla tutela.
  • Sostenere processi decisionali professionali capaci di evitare sia la sottovalutazione delle condizioni di rischio sia una precoce e non necessaria giudiziarizzazione.
  • Monitorare nel tempo l’evoluzione della situazione familiare e gli esiti degli interventi attivati.

    Contenuti del corso

    Il percorso si articola in cinque incontri da tre ore. I moduli accompagnano i partecipanti dalla lettura delle vulnerabilità alla progettazione degli interventi precoci, fino all’eventuale attivazione del sistema della tutela.

    Primo incontro – Fragilità non significa pregiudizio

    Il primo incontro approfondisce le differenze tra difficoltà, vulnerabilità, rischio e condizioni di pregiudizio.

    Viene affrontato:

    • Come distinguere difficoltà transitorie, vulnerabilità persistenti, rischio e comportamenti pregiudizievoli.
    • La centralità dei bisogni evolutivi del bambino nella lettura della situazione familiare.
    • Il rischio delle letture dicotomiche: famiglia adeguata/famiglia inadeguata.
    • Dalla presenza di singoli elementi di criticità alla comprensione del funzionamento complessivo della situazione.
    • Analisi di situazioni tratte dalla pratica professionale.

    Il modulo aiuta a costruire una lettura articolata della situazione, capace di considerare contemporaneamente bisogni del bambino, difficoltà familiari e risorse disponibili.

    Durata: 3 ore.

    Secondo incontro – Il bilancio tra rischi e protezioni

    Il secondo incontro introduce il modello dei fattori di rischio e di protezione come strumento professionale di analisi e progettazione.

    Il programma comprende:

    • Il modello dei fattori di rischio e di protezione.
    • Fattori distali e prossimali.
    • Risorse individuali, familiari, relazionali, sociali e territoriali.
    • Come leggere l’interazione tra fattori di vulnerabilità e fattori protettivi.
    • La costruzione di una lettura condivisa e multiprofessionale.
    • Differenti vertici professionali e costruzione di una rappresentazione comune della situazione.

    Il bilancio non viene utilizzato per classificare la famiglia, ma per comprendere quali condizioni aumentano il rischio e quali risorse possono essere rafforzate.

    Durata: 3 ore.

    Terzo incontro – Dalla lettura della situazione all’intervento precoce

    Il terzo incontro accompagna i partecipanti nella trasformazione della lettura professionale in un progetto concreto.

    Vengono approfonditi:

    • Come trasformare la mappa dei fattori di rischio e protezione in un progetto concreto.
    • Quali risorse rafforzare.
    • Quali condizioni modificare.
    • Quali soggetti coinvolgere.
    • Definizione delle priorità, degli obiettivi, dell’intensità e dei tempi dell’intervento.
    • Il rapporto tra bisogni del bambino, condizioni familiari e risorse del contesto.
    • Costruzione di indicatori che permettano di osservare l’evoluzione della situazione e l’efficacia degli interventi.

    Il modulo permette di collegare la comprensione della situazione alle decisioni operative, evitando progetti generici o non verificabili.

    Durata: 3 ore.

    Quarto incontro – Lavorare con la famiglia prima del mandato giudiziario

    Il quarto incontro è dedicato al lavoro con la famiglia nella fase precedente all’eventuale attivazione dell’Autorità giudiziaria.

    Il programma affronta:

    • Analisi della domanda e costruzione dell’alleanza di lavoro.
    • Trasparenza del mandato professionale.
    • Partecipazione ed empowerment.
    • Come condividere con i genitori gli elementi di preoccupazione senza perdere la funzione di protezione.
    • Promuovere consapevolezza e responsabilizzazione evitando sia la colpevolizzazione sia la minimizzazione.
    • Resistenze, ambivalenze e possibilità di collaborazione.
    • La costruzione di obiettivi comprensibili e condivisibili con la famiglia.

    Il modulo approfondisce come mantenere insieme collaborazione con la famiglia e responsabilità di protezione nei confronti del bambino.

    Durata: 3 ore.

    Quinto incontro – Quando la fragilità evolve verso il pregiudizio

    L’ultimo incontro affronta le situazioni nelle quali gli interventi consensuali e di sostegno non risultano sufficienti.

    Vengono approfonditi:

    • Indicatori di aggravamento.
    • Quando gli interventi di sostegno non sono sufficienti.
    • Soglie decisionali e responsabilità professionale.
    • La comunicazione con i genitori.
    • Dal lavoro consensuale alla necessità di attivare il sistema della tutela.
    • Il passaggio all’Autorità giudiziaria.
    • Continuità del lavoro con il bambino e con la famiglia nel cambiamento del mandato.
    • Analisi di casi e costruzione condivisa dei possibili percorsi di intervento.

    Particolare attenzione viene dedicata alla necessità di evitare sia la sottovalutazione del rischio sia un’attivazione giudiziaria anticipata e non proporzionata.

    Durata: 3 ore.

    Metodologia

    Il corso privilegia una metodologia applicativa, collegando costantemente i riferimenti teorici e metodologici alle situazioni incontrate dai partecipanti nella pratica professionale.

    La formazione prevede:

    • contributi teorici e metodologici;
    • analisi di casi;
    • esercitazioni;
    • costruzione di mappe dei fattori di rischio e di protezione;
    • lavoro in sottogruppi;
    • confronto tra professionalità differenti;
    • progettazione di possibili interventi;
    • individuazione di obiettivi e indicatori;
    • discussione dei processi decisionali.

    Il percorso non propone una griglia classificatoria da applicare automaticamente. L’obiettivo è rafforzare la capacità dei professionisti di leggere, decidere, progettare e monitorare gli interventi nelle situazioni concrete.

    Formato

    La proposta formativa prevede:

    • cinque incontri;
    • tre ore di formazione per ciascun incontro;
    • 15 ore complessive.

    La durata e il livello di approfondimento possono essere rimodulati in relazione alle esigenze dell’Ente o dell’organizzazione richiedente.

    Il corso può essere realizzato:

    • in presenza;
    • online;
    • in modalità mista.

    Per la componente applicativa e laboratoriale è consigliato, quando possibile, prevedere almeno alcuni incontri in presenza.

    L’équipe formativa

    Il corso è condotto da professionisti con esperienza specialistica nell’ambito:

    • della tutela minorile;
    • del lavoro con bambini e famiglie vulnerabili;
    • del sostegno alla genitorialità;
    • della presa in carico multiprofessionale;
    • della valutazione dei fattori di rischio e di protezione;
    • della costruzione di progetti di sostegno e cambiamento.

    Lo staff integra competenze sociali e psicologico-cliniche, così da proporre una lettura multidimensionale delle situazioni e degli interventi.

    Domande frequenti

    A chi è rivolto il corso?

    Il corso è rivolto ad assistenti sociali, psicologi, educatori professionali, pedagogisti, coordinatori e responsabili di servizi che lavorano con bambini, adolescenti e famiglie.

    Quanto dura il percorso?

    La proposta prevede cinque incontri da tre ore, per una durata complessiva di 15 ore.

    Il corso riguarda soltanto le situazioni già seguite dalla tutela minori?

    No. Il focus è proprio sulla fase precedente al consolidamento del pregiudizio e all’eventuale attivazione dell’Autorità giudiziaria.

    Qual è la differenza tra rischio e pregiudizio?

    Il corso approfondisce criteri professionali per distinguere difficoltà transitorie, vulnerabilità persistenti, situazioni di rischio e condizioni nelle quali la sicurezza o lo sviluppo del bambino risultano compromessi.

    Quali situazioni rappresentano un fattore di rischio nella tutela minori?

    Un singolo elemento di criticità non determina automaticamente una condizione di pregiudizio. Il percorso insegna a leggere l’interazione tra fattori individuali, familiari, relazionali, sociali e territoriali e le risorse protettive presenti.

    Sono previste esercitazioni pratiche?

    Sì. La metodologia comprende analisi di casi, costruzione di mappe dei fattori di rischio e protezione, lavori in sottogruppi e progettazione condivisa degli interventi.

    Il corso può coinvolgere un’intera équipe?

    Sì. È particolarmente indicato per équipe territoriali e gruppi multiprofessionali che desiderano costruire criteri di lettura e intervento condivisi.

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